giovedì 1 ottobre 2015

La motivazione

Recentemente, ho letto la frase di un ex allenatore dei New York Giants: Bill Parcells.  

Un giorno, in una conferenza stampa, alla domanda "Che cosa la rende un motivatore così bravo?" Parcells rispose: "Ciò che mi rende un grande motivatore è che tengo con me solo i giocatori che sanno motivarsi da soli. Se non ci riescono, per me sono fuori dalla squadra".

Da qui è partito un ragionamento: ogni manager di successo, leader, allenatore o insegnante può confermare che non è possibile motivare gli altri sul lungo termine. Una motivazione che arriva dall'esterno, infatti, è solamente una correzione a breve termine.  

L'unico tipo di motivazione che riesce a durare a lungo è quella che arriva dall'interno.  

Ci sono almeno tre motivi per cui è importante che le persone che lavorano con noi riescano a motivarsi da sole:
  1. non possiamo passare 24 ore al giorno ad assicurarci che le persone stiano facendo il loro lavoro. Non è possibile perché significherebbe che, a questo punto, saremmo noi a non fare il nostro 
  2. è fondamentale poter contare su persone del genere per dare ai clienti interni ed esterni un servizio straordinario perché la cura per il cliente richiede una cultura dell'eccellenza a tutti i livelli che è favorita da lavoratori autonomi motivati
  3. le persone che riescono ad auto-motivarsi ​​sviluppano la predisposizione migliore per crescere professionalmente
Chi vuole motivare gli altri, quindi, deve cercare di fornire gli strumenti e le tecniche che permettano alle persone di motivarsi da sole.  

E adesso veniamo alla parte più difficile del lavoro.  

Come si fa a trovare le persone "buone", quelle - cioè - che sono in grado di motivarsi da sole? 
 
Purtroppo, se si può insegnare davvero quasi tutto nella vita, una delle cose più difficili in assoluto da insegnare a qualcuno è l'atteggiamento da avere.  

Se, alla prima impressione, una persona non si mostra in grado di tirar fuori da sola degli stimoli per imparare, crescere, motivarsi e impegnarsi a fare sempre meglio, sarà difficile che questo atteggiamento cambi col tempo. 

Certo, assumere persone con ottime capacità professionali è fondamentale ma se sono prive dell'atteggiamento giusto, vi renderanno davvero difficile riuscire a sfruttare al meglio le loro competenze.  
Al contrario, una persona con un atteggiamento positivo ma con capacità limitate potrà acquisire le competenze migliori per poter dare il meglio nell'ambiente di lavoro e continuerà a guidare questo processo di insegnamento/acquisizione delle competenze insegnando, a sua volta, agli altri ciò che ha imparato. 

Cosa ne pensate?

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